Escursioni nelle Alpi Marittime: dove la montagna diventa un mondo a sé
C'è un momento, mentre si cammina sulle creste delle Alpi Marittime, in cui si capisce perché questa zona sia rimasta così a lungo un segreto custodito. A est si apre la pianura cuneese, con i filari regolari delle Langhe all'orizzonte. A ovest, nelle giornate più limpide, il mare. Nel mezzo, un territorio di valli profonde, laghi glaciali e pascoli in quota che nessuna fotografia riesce davvero a restituire.
Il Parco Naturale delle Alpi Marittime è a meno di un'ora da Cuneo. Eppure funziona come una soglia: chi lo attraversa la prima volta non riesce a fare a meno di tornarci.
Un parco con una storia straordinaria
Le Alpi Marittime non sono sempre state accessibili come oggi. La loro storia moderna comincia nel 1857, quando Vittorio Emanuele II istituì la Riserva Reale di Caccia di Valdieri-Entracque, scegliendo questi valloni come rifugio di corte e terreno di caccia per la famiglia Savoia. Una scelta che, nel lungo periodo, ha trasformato quello che avrebbe potuto diventare un territorio sfruttato in uno dei luoghi naturali meglio preservati delle Alpi.
La fitta rete di sentieri, mulattiere e strade di servizio che ancora oggi percorre l'alta Valle Gesso è in gran parte un'eredità diretta di quel periodo. I sentieri su cui camminano oggi gli escursionisti sono gli stessi che percorrevano i re — il che conferisce a ogni passo una dimensione storica inattesa.
Oggi il parco si estende per 28.000 ettari tra le valli Gesso, Stura e Vermenagna, confinando per 35 chilometri con il Parc National du Mercantour in Francia. La collaborazione tra i due parchi gemellati ha creato un'area naturale protetta transfrontaliera unica in Europa, dove la fauna e la flora attraversano il confine senza incontrare ostacoli.
Cosa si incontra camminando
La fauna del Parco è uno dei motivi principali per cui vale la pena alzarsi presto e partire. Lo stambecco — riportato in queste valli proprio grazie all'intervento dei Savoia, che ne impedirono la caccia — è oggi visibile con relativa frequenza nelle zone alte del Parco, spesso in pose da calendario sulle creste rocciose della Valle Gesso. Il camoscio alpino, simbolo del Parco nel suo logo, è ancora più comune e più facile da avvistare, specie nelle prime ore del mattino.
Meno comune ma altrettanto significativo è il lupo, tornato nelle valli cuneesi alla fine del secolo scorso dopo decenni di assenza. Ad Entracque il Centro faunistico Uomini e Lupi ospita alcuni esemplari che non potrebbero sopravvivere in libertà, e offre un percorso didattico approfondito sulla storia della specie nelle Alpi italiane. Da non perdere anche la navetta che collega il centro al paese, percorribile in alternativa a piedi o in bicicletta.
Sul piano botanico, le Alpi Marittime occupano una posizione geografica eccezionale: abbastanza a sud da essere raggiunte da specie tipicamente mediterranee, abbastanza in quota da ospitare flora tipicamente alpina. In certi punti del Parco, piante dei due ecosistemi coesistono a pochi metri di distanza — una singolarità che non esiste nelle Alpi settentrionali e che ha attirato botanici da tutta Europa.
I sentieri e gli itinerari: una guida per ogni livello
Con 400 chilometri di sentieri, 11 rifugi alpinistici, 6 rifugi escursionistici e 11 bivacchi, il Parco delle Alpi Marittime copre ogni livello di preparazione ed ogni tipo di esigenza.
Per chi è alla prima escursione o cerca un'esperienza tranquilla in famiglia, il percorso lungo la bassa Valle Gesso tocca la Riserva Naturale di Rocca San Giovanni-Saben e la Riserva Naturale delle Grotte del Bandito, passando per il sito archeologico della Necropoli di Valdieri. È un itinerario pianeggiante, ben segnalato, che offre già una prima idea dell'ambiente e della storia del territorio.
Per un'escursione in giornata di medio impegno, l'anello che conduce ai Laghi di Fremamorta è probabilmente il più amato del Parco. Quattro laghi glaciali in fila, allineati a pochi minuti l'uno dall'altro, in un ambiente dominato dalle tonalità grigie e marroni delle rocce. Il percorso è lungo e richiede una certa preparazione, ma la vista sulla Serra dell'Argentera ripaga ampiamente la fatica. I laghi, a varie altitudini, colorano di blu un paesaggio altrimenti aspro e severo.
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Per chi cerca un itinerario completo in giornata attraverso il cuore del Parco, l'anello che toca tre laghi e i rifugi Valasco e Questa è la scelta classica. Un percorso che mostra la varietà del Parco in una singola giornata: pascoli, rocce, acqua, fauna e i rifugi storici che ancora oggi accolgono escursionisti e alpinisti.
Per l'alpinismo classico, la Serra dell'Argentera con la sua cima massima a 3.297 metri è il riferimento principale. Il versante occidentale offre uno degli scenari più maestosi e imponenti dell'arco alpino meridionale. Nelle vicinanze, il nuovo Rifugio Bozano — costruito vicino alla storica struttura che ha ospitato i pionieri dell'alpinismo nelle Alpi Marittime — è la base per le vie più impegnative.
L'Alta Via dei Re: sette tappe tra storia e quota
Per chi vuole dedicare più giorni al Parco, l'Alta Via dei Re è il percorso di riferimento. Nata nel 2010 su iniziativa del Parco delle Alpi Marittime, la traversata si sviluppa in sette tappe e attraversa molti dei luoghi più significativi dell'area protetta: i punti panoramici, le zone di maggiore presenza faunistica, i laghi più belli.
Il nome fa riferimento alla presenza storica dei Savoia in queste valli, e il percorso ricalca in parte i tracciati di quel periodo. È l'alternativa in quota alla GTA (Grande Traversata delle Alpi) e presenta in alcuni tratti — come il Passo Brocan e il Passaggio dei Ghiacciai — difficoltà tecniche che richiedono preparazione ed equipaggiamento adeguati.
Sant'Anna di Valdieri, uno dei punti principali della traversata, è raggiungibile con l'autobus di linea da Cuneo — il che rende possibile anche la sola escursione a questa splendida borgata termale immersa nel Parco senza necessità di un'automobile.
Forest bathing e novità 2026
Una delle novità del 2026 per il Parco riguarda il vicino Parco del Marguareis: il 30 aprile è stato inaugurato il nuovo percorso autoguidato di forest bathing "Cammino del bosco", che si snoda in dodici tappe tra la radura di Pian delle Gorre e le cascate del Saut. Un itinerario progettato non per la prestazione ma per il rallentamento — per chi vuole camminare nel bosco con un'attenzione diversa, senza meta specifica, lasciando che l'ambiente faccia il suo lavoro.
È una tendenza crescente nel turismo outdoor cuneese, e la risposta del territorio è coerente: sempre più proposte che combinano movimento fisico, consapevolezza sensoriale e biodiversità.
Come organizzare l'escursione
Cuneo è il punto di partenza naturale per la maggior parte degli accessi al Parco. La Valle Gesso si raggiunge in circa 40 minuti d'auto, con Valdieri ed Entracque come basi principali.
In autobus: la linea da Cuneo per Sant'Anna di Valdieri è operativa nella stagione estiva — consultare gli orari aggiornati su www.benese.it. È la modalità consigliata quando possibile, specialmente nei weekend di luglio e agosto in cui i parcheggi in quota si riempiono rapidamente.
Periodo migliore: da metà giugno a metà settembre per gli itinerari in quota. Le faggete e i boschi di bassa quota sono percorribili già da aprile. Alcuni rifugi aprono da fine maggio.
Equipaggiamento: anche per le escursioni di media difficoltà è essenziale scarponi da trekking con suola robusta, abbigliamento a strati (la temperatura in quota può cambiare rapidamente), scorta d'acqua adeguata e carta topografica o traccia GPS scaricata dal portale Geotrek del Parco, dove si trovano descrizioni, cartografie e approfondimenti su tutti i principali itinerari.
Fauna e rispetto: il Parco è un'area protetta. La fauna è selvatica e va osservata a distanza. In caso di avvistamento di stambecchi o camosci, mantenersi silenziosi e non avvicinarsi.
Perché le Alpi Marittime sono diverse
Molti visitatori arrivano in provincia di Cuneo per le Langhe. Ci tornano anche per le Alpi Marittime.
Non è una contraddizione: sono due modi opposti e complementari di intendere il territorio. Le Langhe sono storia umana fatta paesaggio, lavoro secolare trasformato in vino e tartufi e colline. Le Alpi Marittime sono il rovescio della medaglia — la natura che non ha chiesto il permesso, la quota dove la civiltà finisce e comincia qualcosa d'altro.
Stare qualche ora su quei sentieri cambia la percezione dell'intera provincia. La pianura vista dall'alto sembra più grande. Le colline sembrano più vicine al mare. E Cuneo, laggiù, sembra esattamente quello che è: un punto di partenza per molte direzioni, alcune delle quali portano verso il basso e il dolce, altre verso l'alto e il vento.